Penalizzazione da sovra ottimizzazione, facciamo chiarezza

Scritto il 25 apr 2009 in PosizionamentoNessun commento letto 926 volte.

Qualche giorno fà ho letto su seomoz.org un post dedicato alle penalizzazioni derivanti dalla over-optimization, ossia eccessiva ottimizzazione di un sito o di una pagina per farla arrivare ai primi posti nei motori di ricerca. Purtroppo in questo argomento c’è una gran confusione, poichè si generano molte “credenze” che possono distogliere da quello che è la reale causa di questo tipo di penalizzazione, che ritengo essere la più difficile da scovare.
Ti consiglio di dare una occhiata a questo video che spiega i più comuni errori che vengono commessi nel cercare di realizzare una forsennata spinta nelle serp delle pagine per specifiche keyword.

Ma cos’è la sovra ottimizzazione? E quando diventa penalizzante?

Nel frequentare quotidiamente varie community di webmaster incontro sempre più spesso queste due domande, poichè molti sono convinti che seguire tutte le più conosciute regole SEO ed applicarle al proprio sito sia un errore. In pratica bisognerebbe sbagliare apposta perchè un comportamente troppo perfetto potrebbe non piacere ai motori di ricerca.

A coloro (tanti) che predicano tale linea di pensiero vorrei chiedere: quali errori si possono commettere in modo che non pregiudichino il posizionamento del mio sito? La risposta potrebbe anche sembrare semplice, ma bisogna considerare invece che ogni dominio è un caso a sè e non si possono fissare degli errori leciti per tutti. Inoltre mi sembra una strategia troppo assurda per essere vera, ed infatti fortunatamente non lo è.

Si potrebbe definire la sovra ottimizzazione come una serie di comportamenti ed accorgimenti forzati ed innaturali realizzati al solo scopo di migliorare il posizionamento a discapito dell’usabilità. Bisogna anche considerare un altro aspetto molto importante che spesso crea un pò di confusione.

Sovra ottimizzare e spam sono due cose ben diverse. La prima (come detto in precedenza) racchiude tutti gli accorgimenti forzati ed innaturali ma comunque legali per i motori di ricerca, mentre la seconda riguarda quelle tecniche utilizzate per dare enfasi ad una keyword in maniera non gradita dai vari search engines, quindi keyword stuffing, testo nascosto o molti link con stessa anchor text solo per citarne alcuni.

Alcuni esempi di over optimization

Come illustrato nel video qui sopra, molte volte si tende a ripetere le keyword nel titolo della pagina, in maniera tale da comprendere un pò tutte le varianti attinenti. Se ad esempio si vuol realizzare un portale sui cani potrebbe succedere di scrivere un titolo come il seguente:
Cani - Cani randagi - Cani da caccia - Cani da appartamento - Sitosuicani.com

Come si vede subito non è altro che un elenco di parole chiave che mina l’usabilità, poichè è molto freddo e dà un senso di “portale generico” quindi non molto utile. Sarebbe molto meglio scrivere qualcosa del tipo:
Portale di informazioni sui cani randagi, da appartamento e da caccia - Sitosuicani.com

Sicuramente è molto più intrigante per l’utente e per i motori di ricerca, che lo vedono più naturale ed informativo.

Altro caso tipico è quello di utilizzare il grassetto (quindi il tag strong o bold) ogni volta che appare la parola chiave in un testo. Anche in questi casi appare evidente l’intenzione del webmaster ed il suo comportamento forzato ed innaturale, che và a discapito di chi legge visto che può risultare fastidioso per il visitatore evidenziare sempre la stessa parola.

Altra vittima è spesso è il tag alt delle immagini. Sappiamo bene che ai fini dell’usabilità è una buona regola utilizzare un testo che sostituisca l’immagine qualora questa non possa essere visualizzata, per informare l’utente su cosa vi era raffigurato. I motori di ricerca lo prendono in considerazione per tematizzare la pagina e molti webmaster (sopratutto quelli alle prime armi) non perdono l’occasione per infilarci la keyword.
Addirittura se hanno più figure inseriscono in ognuna di esse sempre la stessa identica parola, con l’illusione di rafforzarne l’importanza. Nei casi peggiori scrivono dei veri e propri elenchi di parole.

Anche in questo caso i motori di ricerca ravvedono subito un comportamento poco etico e assegnano un valore di spam a quella pagina.

Fuori e dentro il sito

Fino ad ora ho parlato di fattori on-page, ma anche all’esterno bisogna stare attenti. L’esempio classico sono i backlink tutti con lo stesso identico anchor text che corrisponde alla keyword per la quale si vuole posizionare il proprio sito. E’ ovvio che difficilmente si verrà linkati da altri webmastere sempre con la stessa identica parola o frase in maniera del tutto spontanea, quindi quando vengono rilevati molti link tutti uguali i motori di ricerca si insospettiscono e azzerano i benefici di tali link, sia dal punto di vista del posizionamento che del Pagerank.

Altro caso di artificiosità è il ritmo con i quali vengono acquisiti i backlink in relazione alla loro quantità. Ottenerne diverse centinaia appena viene pubblicato un sito, o comunque in tempi molto brevi è palesemente una forzatura. Così come essere linkati da siti con Pagerank molto elevato rispetto al proprio fà palesare un acquisto di link, sopratutto quando si pubblica un sito o nei giorni succesivi all’ aggiornamento di tale indice.

Come uscire da questa penalizzazione?

Diversi anni fà questi comportamenti potevano realmente aiutare nel posizionamento e portare un sito ai primi posti nelle pagine di ricerca. I motori di ricerca erano molto più arretrati e stupidi, e valutavano i contenuti in maniera molto meccanica e metodica, quindi queste tecniche effettivamente potevano funzionare con risultati concreti, per questo si sono diffuse a macchia d’olio.

Il tempo però passa e Yahoo!, MSN e Google (sopratutto quest’ultimo) si sono evoluti ed hanno imparato a difendersi bene da questi comportamenti dannosi sopratutto per gli utenti, introducendo anche importanti algoritmi semantici, grazie ai quali riescono ad analizzare ed interpretare i testi in maniera molto meno robotica e sistematica.

Possiamo quindi affermare che è fondamentale evitare di forzare la mano tirando troppo la corda, è sempre più importante la qualità di un contenuto, non solo per le informazioni che contiene o l’utilità intriseca dello stesso, ma anche di come viene organizzato e presentato all’utente. Agire cercando di applicare le regole SEO in maniera del tutto robotica non porta da nessuna parte, se non nelle posizioni peggiori dei motori di ricerca.

Se un tempo si doveva lavorare per l’utente e per il posizionemanto, oggi (fortunatamente) le due cose si stanno fondendo sempre più, poichè i motori di ricerca voglio cose che soddisfino l’esperienza di chi naviga su internet, quindi un sito usabile e ben fatto ha molte più probabilità di essere primo nelle serp rispetto a qualche anno fà.

Quindi il consiglio è di continuare ad ottimizzare il tuo sito per il posizionamento ma con buon senso e senza farsi prendere dalla frenesia di essere assolutamente il primo nelle serp, concentrati sui tuoi contenuti e presentali in maniera utile ai tuoi utenti. Certo i risultati non arriveranno subito nell’immediato, ma acquisterai nel tempo un forte Trustrank che alla lunga ti permetterà di scalare serp competitive e in maniera consolidata.

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