Le strategie SEO che uso io

Scritto il 9 mar 2010 in Posizionamento11 commenti letto 920 volte.

Eh lo so. Nessun SEO che si rispetti svelerebbe pubblicamente le sue strategie di posizionamento, per due semplici ragioni:  molti sono convinti che nascondere il proprio sapere agli altri sia fondamentale; temono di non avere strategie abbastanza “professionali” o “eleganti” da condividere. Io invece che non sono nè un SEO nè uno da rispettare ( :-) ) parlero’ apertamente delle strategie che utilizzo per la mia promozione in ambito SEO.

Anche perchè sono stato sempre convinto che per scalare le serp non bisogna conoscere chissa’ quale trucco segreto, ma è fondamentale saper applicare sul proprio sito cio’ che si è imparato. Quindi non vedo perchè non parlare liberamente di come agisco sui miei siti, tanto piu’ che un po’ di umiltà non guasta mai, e mettersi in gioco è sempre un bello stimolo.

Qui sotto ho deciso di elencare (con relativa spiegazione) cio’ che faccio per spingere nei risultati di ricerca un sito nuovo, ma sono sistemi che ritengo validi anche per mantenere un posizionamento gia’ raggiunto, poichè i competitor non stanno li’ a guardare e bisogna sudare anche dopo che si è raggiunta la cresta.

Qualità dei Contenuti: Ritengo sia la base di tutto. E’ vero che ci si puo’ posizionare anche con contenuti mediocri, ma penso che il tutto sara’ meno stabile e duraturo. E poi tanta fatica per metter su’ un sito inutile?
Cerco comunque di scrivere solo quando ho davvero qualcosa di interessante da dire, non bado per niente alla quantità o alla regolarità con cui pubblico dei post. Anzi prima di farlo leggo e rileggo piu volte, controllando anche gli errori ortografici.
Ovviamente l’originalita’ e l’unicita’ dei testi è alla base di tutto, non devono essere nemmeno vagamente simili ad altri presenti su siti esterni.

Link in entrata: Di vitale importanza. Posso scrivere anche le cose piu’ interessanti di questo mondo, ma se non ricevo nemmeno l’ombra di un link Google non dara’ ad essi il minimo peso, passando rapidamente nel dimenticatoio. Cerco anche in questo caso di focalizzarmi sulla qualità e quanto basta sulla quantità, che in questo ambito riveste un ruolo un po’ piu importante.
Per cui mi affido solo a domini con un buon Trust (quindi ben posizionati per chiavi strategiche) indipendentemente dal PageRank o dai visitatori che ha.
Ovviamente il mio intento si distribuisce su piu’ siti possibili, cercando di variare sempre ed evitando (con qualche eccezione) di ottenere massicce quantità di backlink da una stessa fonte. Inoltre concedo una buona parte dei link alle pagine interne, nono solo alla home-page come spesso accade, in questo modo il tutto appare ai motori di ricerca molto piu’ spontaneo.

Guest Post: Come ho gia’ detto in passato questo è in assoluto il miglior modo per costruirsi una link popularity bella solida e di indubbia qualita’. Poter scrivere un articolo da pubblicare in un buon blog a tema, consente di ottenere dei backlink assolutamente “potenti” e duraturi.
Infatti essi agli occhi dei motori di ricerca appariranno del tutto spontanei, inseriti in una pagina ben tematizzata, in un dominio con un buon Trust (qui risiede l’abilita’ nel contattare webmaster che possiedono siti strategici) e duraturi nel tempo, poichè è praticamente impossibile che un giorno qualcuno decida di cancellare un articolo gia’ pubblicato.

Comunicati Stampa: Solitamente li uso per fare una sorta di “Guest Posting Leggero”, in quanto è vero che probabilmente apportano un minore slancio nelle serp, poichè hanno tematiche molto piu’ varie, ma è altrettanto vero che chi gestisce tali siti ha meno pretese sulla qualità dei contenuti, considerando che hanno bisogno di utenti che inviino loro degli articoli.
Per cui quando non ho materiale di qualita’ mi rifugio in questa soluzione un po’ meno laboriosa, ma pur sempre utile e apprezzabile.

Directory: Solitamente disprezzate da chi si occupa di search optimization, io ritengo che ancora oggi possano dimostrarsi delle buone alleate.  Certo non fanno miracoli e bisogna filtrarle molto, affidandosi solamente a quelle ben gestite, che applicano un minimo filtro ai siti che vengono loro proposti, assicurandosi che utilizzino link diretti e senza tag “nofollow”.
Purtroppo non ce ne sono molte a livello italiano che rispondono a queste caratteristiche, ma quelle poche meritano decisamente un minimo investimento di tempo.

Cura del server: In questo punto ho voluto riunire due caratteristiche che un sito secondo me dovrebbe assolutamente avere, e che invece molti sotto valutano o non prendono nemmeno in considerazione. Sto’ parlando della velocita’ di caricamento e dell’ indirizzo ip dedicato (non condiviso).
Mentre la prima condizione puo’ essere soddisfatta affidandosi a server potenti o “alleggerendo” le pagine, la seconda è appannaggio esclusivamente del hosting, ed è secondo me fattore non da poco conto. Diciamo che per la velocita’ cerco di mantenermi entro il tempo di 1 secondo e mezzo (anche se non è facile rimanere sempre in questo limite), misurando i tempi con l’ottimo plugi-in per Firefox YSlow.
Per l’ip unico lo richiedo sempre ai maintainer a cui mi affido, e posso dire che in certi casi mi ha consentito di scalare anche diverse pagine su Google per keyword non altamente competitive. Consiglio anche questa breve lettura su html.it

Nomi delle Immagini: Questo è un sistema che adotto per lo piu’ per le (poche) immagini che utilizzo negli articoli. L’intento non è tanto quello che rafforzare determinate keyword come molti potrebbero pensare, ma quello di essere trovati anche con Google Immagini, che qualche visita la puo’ sempre apportare.

Buona struttura del sito: Dicesi anche “ottimizzazione on-page” un vecchio mito di una decina di anni fa’, oggi sempre meno importante e comunque non piu’ da affinare al millimetro come poteva servire un tempo. Diciamo che cerco di dare semplicemente una struttura ordinata e funzionale, senza sforzarmi troppo.
Solitamente evito di strutturare il sito in maniera troppo profonda, ossia con troppo sotto-categorie, in piu’ mantengo leggera la grafica cercando anche di rispettare le regole del W3C mantenendo il piu’ basso possibile il numero di errori, anche se un sito validato non è necessario al posizionamento.
Sinceramente non perdo molto tempo a sistemare i vari meta-tag, anzi non li sistemo proprio, e fino ad ora le cose mi sono andate piuttosto bene. In pratica cerco di dare una struttura piuttosto semplice e ordinata, senza eccedere in nessun parametro e senza illudermi che questo possa farmi salire in serp, pensando sopratutto agli utenti e a rendere loro piacevole la navigazione.

Commenti nei blog altrui: Ecco un sistema secondo me piuttosto redditizio ma ancora oggi decisamente poco (o male) sfruttato. Infatti è stato sempre vittima di grandi abusi (spam) illudendo molti di poter ottenere link facili, oppure subendo la brusca frenata del fantomatico tag “nofollow”. A me ha dato grossi aiuti, sopratutto con questo stesso sito per salire per la keyword “seo blog”, che presenta tutto sommato una buona competitivita’.
Io utilizzo comunque questo sistema con una certa moderazione, cercando su Google blog o articoli ben posizionati per le mie keyword strategiche, lasciando un mio commento solo se non viene applicato il  tag nofollow. Per facilitarmi il lavoro ho installato il plug-in di FireFox NoDoFollow che evidenzia in rosso tutti i link non utili ai fini SEO.
Mi raccomando di scrivere sempre qualcosa di utile e costruttivo, altrimenti rischiate di vedervi cancellato il commento, evitate i classici “Bel post!” oppure “Grazie per la tua segnalazione!”.

Scambio di link: Ecco un altro argomento “caldo” tra i SEO, è utile o no fare gli scambi di link? Personalmente per ogni sito ne faccio solo qualcuno, si contano sulle dita di una mano, e male non mi hanno fatto, anzi mi hanno dato un buon aiuto non tanto per salire di posizioni, ma per consolidare quanto avevo acquisito.
Ho visto pero’ molti webmaster basarsi su questa tecnica, sopratutto coloro che gestiscono i portali di giochi flash, danno vita ad una vera e propria gara a suon di scambi.
Io come ho gia’ detto non ne ho abusato e consiglio in effetti di non esagerare, anche perchè questa strategia espone facilmente al rischio di essere penalizzati per troppi link con la medesima anchor-ext, per cui variatela sempre, non vi fossilizzate solo su una. Io ad esempio per variare ci aggiungo qualche parola, raramente usavo la keyword secca poichè è facile cascare in errore, e poi rimediare è una gran faticaccia!

Ebbene spero di aver condiviso delle informazioni utili e di aver dato un aiuto a qualcuno, anche se non ho svelato nessun trucco segreto o strategia che fa’ schizzare un sito in prima posizione.

E tu che tecniche utilizzi? Ti va’ di condividerle nei commenti?

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11 comments

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  1. Bell’articolo, Io sto cercando, di strutturarmi un piano di backlinking Italiano, normalmente ho sempre lavorato, con siti in inglese, ed ho seguito una metodologia se voliamo un po grey, adesso mi sto costruendo siti, in Italiano, e sto cercando di cotruirm un piano di azione come una routine, per costruire link, giornalmente.
    Le mie difficolta e; di trovare l’equivalente delle controparti in inglese, in Italiano.

  2. Confermo le teorie sulle directory.

    Io offro questo tipo di servizio e per esperienza posso affermare che, se si utilizzano directory di qualità, con una sola campagna di segnalazione a directory è possibile ottenere ottimi risultati in ambitto di posizionamento (soprattutto per SERP più “facili”).

  3. uso molto le directory, sentite cosa mi è capitato, vedo con stupore dalle statistiche che una directory mi linkava con centinaia di link in quanto aveva una pagina con gli ultimi link inseriti sempre in vista e di conseguenza se pensate a quante pagine ci sono calcolate il numero sterminato di link e praticamente tutti fuori tema, quindi o per questa ragione o per aver usato lo stesso anchor text
    ho subito un deciso passo indietro nelle serp. con agriturismo umbria sono passato in 5° pagina poi invece di salire ancora ho visto un continuo su e giù poi di botto in 40° pagina, come rimedio ? visto che andare a modificare i link messi è praticamente impossibile?

  4. Ciao,
    penso che uno dei sistemi migliori che hai per rimediare è ricevere backlink con anchor text completamente diversi da quelli precedenti da siti con un buon trust e che trattano il tuo stesso argomento. Cerca pero’ di ripsettare le principali regole, ossia oltre a variare le ancore dei link “spalmali” nel tempo, non li ottenere tutti insieme.

  5. Complimenti per l’articolo, direi che in poche righe hai reso l’idea ma volevo aggiungere che arrivano nuovi metodi che parlano di web semantico basato sui nuovi “microformats”.
    Mi sapete dire qualcosa, io sto preparando il mio portale sul turismo per vedere se funzionano.

    Ciao ciao

  6. Ciao alfredo,
    beh la semantica è un mondo ad oggi praticamente nuovo di cui ancora si devono imparare molte cose, poichè non essendo propriamente “meccanico” (ovviamente) risulta piu’ difficile carpirne il funzionamento.

  7. io utilizzo molto il tag alt alle immagini…da queste si può ricevere veramente tanto traffico anche se non è targhettizzato al massimo

  8. Il tag alt da solo non è sufficiente soprattutto quanto su determinate parole chiave hai troppi competitor …. purtroppo ci vuole ben altro :(

  9. Ciao,
    beh è ovvio..ed è qnache giusto che sia cosi’! ;)

  10. Quindi non usi i social, le piattaforme di microblogging, i forum a tema? Per quanto riguarda i commenti sui blog dofollow anche io sono convinto che se ben sfruttati possono dare una buona spinta. Aggiungerei anche il vantaggio che può dare citare i nostri articoli migliori in home page.

  11. Ciao,
    beh i social e il microblogging lo uso pochissimo, praticamente sono quasi a zero. Perchè quelle piattaforme presentano al 99% il nofollow, e anche se molti pensano che su grandi siti questo abbia comunque un peso per i motori di ricerca, io preferisco spendere le mie energie per luoghi dove il dofollow è ancora praticato visto che tali credenze non sono ancora dimostrate. Certo c’è tutto il lato marketing-social ma è un altro discorso, qui si parla di posizionamento nudo e crudo. :)
    Oer quanto riguarda i forum ho notato che Google li riconosce senza troppe difficoltà e sa’ quanto sia facile per un utente piazzare un bel link in firma, quindi spesso anche se a tema non danno una grossa spinta.

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