La chiave del posizionamento: l’atteggiamento del SEO
Scritto il 11 gen 2009 in Posizionamento • Nessun commento letto 417 volte.Molti WebMaster ogni giorno cercano su Internet corsi o tutorial che svelino le tecniche più incisive e vincenti per poter posizionare il proprio sito. Spesso molti si focalizzano su un solo fattore portandolo all’estremo ed ottenendo molto spesso effetti negativi.
Nei miei test e studi fatti tramite ebook mi sono fatto una mia idea di questa situazione, e ritengo che non esista un vero e proprio trucco che da solo può spingere un sito in cima ad una SERP (Search Engine Report Page). Ci sono elementi che da soli possono dare una gran bella spinta ma devono essere sempre accompagnati da altri fattori.
Se proprio vogliamo trovare la chiave del posizionamento ritengo che questa è l’atteggiamento del SEO.
Google premia la qualità
Pensiamo un attimo a quando qualcuno ci chiede, ad esempio, se conosciamo una pizzeria. Ovviamente cercheremo di consigliare il locale dove ci siamo trovati meglio, dove abbiamo mangiato meglio, insomma in poche parole il migliore frà quelli che conosciamo.
Allo stesso modo l’obbiettivo principale di Google è restituire all’utente che effettua una ricerca, il risultato più pertinente presentandogli i siti che ritiene i migliori sotto l’aspetto della qualità. Pertanto un SEO deve attenersi a questa filosofia e far capire ai motori di ricerca che il suo è un portale qualitativamente valido.
Sebbene questo sembri un concetto forse scontato e anche molto astratto se ci si riflette sopra è la chiave per posizionare al meglio un sito.
Un dominio è ben posizionato quando si dimostra autorevole o quando ha un elevato TrustRank, e tutto cò che contiene diventa una risorsa che Google mette in evidenza ai suoi utenti. Finchè non si ottiene questo risultato o si incorre nello spam si brancolerà sempre nel buio.
Quest’ultimo i motori di ricerca lo hanno sempre condannato in ogni sua forma, e col tempo hanno perfezionato i loro sistemi per riconoscerlo subito ed escluderlo immediatamente dai propri risultati. In effetti se venissero inseriti ai primi posti siti pessimi molti utenti continuerebbero ad utilizzare sicuramente altri sistemi per troverare ciò che cercano.
Da qui derivano tutte le strategie e le regole che servono per convincere gli spider della bontà del proprio sito, ma le stesse tecniche se poste in essere col metodo sbagliato possono portare a nessun risultato, mentre se attuate col giusto atteggiamento danno risultati sicuri e concreti.
Ovviamente alla base è necessario avere un portale di qualità da posizionare, anche se in linea teorica è possibile ottenere il successo desiderato anche con contenuti non eccelsi o addirittura ripresi e opportunamente modificati in maniera da poter sembrare originali, ciò che conta è come li si presentano ai motori di ricerca.
I metodi da evitare per non bruciarsi
Letto così questo post sembra tutto facile e sopratutto viene da chiedersi “Il mio sito ha indubbiamente dei buoni contenuti, perchè è posizionato così male o peggio di altri siti inferiori?” Spesso si rischia di non essere obbiettivi con ciò che si crea e ancora più frequentemente lo spam è dietro l’angolo.
L’errore più frequente che viene commesso è la foga o la fretta di ottenere risultati e di vedere il proprio sito scalare le SERP per le principali keywords, questo quasi sempre porta allo spam e quindi a nessun risultato.
Altro sbaglio molto frequente è che spesso ci si focalizza su un unico fattore che si ritiene predominante e lo si sfrutta fino all’ossessione, ottenendo risultati mediocri o anche negativi. Facciamo un esempio.
Molti sono convinti che avere tanti link con l’anchor text che corrisponde alla keyword da posizionare sia la strategia che da sola ci fà scalare molte posizioni. E’ un concetto vero e assodato ma se portato all’ossesso porta ad essere penalizzati, poichè se i link fossero realmente spontanei difficilmente verremmo sempre linkati col medesimo anchor text. E’ senza dubbio un comportamento innaturale e se portato all’eccesso i motori di ricerca se ne accorgono e penalizzano il sito linkato.
Altro errore molto frequente è l’azione improntata sul risultato e sul solo studio delle reazioni dei motori di ricerca nei confronti del proprio sito. Questo porta ad essere “ciechi” e a non vedere cosa manca per aumentare l’autorevolezza del proprio portale, mentre invece se si agisce con l’intenzione di presentare un sito come una risorsa di qualità si adottano tecniche che maggiormente gradisce Google.
Posizionamento: migliorare la reputazione di un sito
Questo è il concetto fondamentale e la corrente di pensiero che distingue un SEO di successo da un SEO. Il primo è colui che ottiene sempre il risultato, indipendentemente dalla difficoltà della keyword da posizionare, il secondo è colui che conosce molto bene la teoria ma non la applica nel modo giusto e ottiene pochi risultati.
Come accade nella vita reale all’interno della società così avviene sul web. Coloro che stanno ai vertici sono i migliori, e ci sono arrivati migliorando con varie strategie la propria reputazione. In una azienda colui che fà poche assenze, colui che rispetta orari e mansioni, colui che sbaglia poco migliorerà sicuramente la sua reputazione e prima o poi arriverà ai vertici dell’ azienda, così un sito che ha buoni contenuti, che è usabile, che ha una buona struttura, che non viene linkato in maniera palesemente forzata e che non spamma nella promuoversi migliorerà la sua reputazione, di conseguenza la sua autorevolezza e allo stesso tempo la sua posizione nelle SERP.
Pertanto l’atteggiamento di un SEO è il primo passo ed il punto chiave per ottenere un buon posizionamento anche per keyword altamente competitive. Dopo questo concetto vengono poi tutte le tecniche e le strategie usate per ottimizzare un sito e per farlo arrivare ai primi posti dei risultati dei motori di ricerca.
