Google’s SEO Report Card, l’ottimizazione on-page mostrata da Google
Scritto il 21 mar 2010 in Posizionamento • Nessun commento letto 590 volte.Apprendo dal Webmaster Blog di Google che è stato rilasciato da quest’ultimo un documento in formato pdf sulla ottimizzazione interna di siti e pagine web, ossia il Google’s SEO Report Card. Il famoso motore di ricerca aveva gia’ rilasciato in passato pubblicazioni interessanti, come la guida introduttiva SEO la quale spiegava le basi (strano!) dell’ottimizzazione per i motori di ricerca.
Questo nuovo testo si rivela piuttosto poichè contiene qualche conferma e una importante smentita.
Anzitutto cos’è questo Report Card? Non è altro che una analisi delle pagine che Google stesso ha utilizzato per i suoi servizi interni, mostrandoci cosa egli stesso ha sbagliato e come tali errori vadano corretti al meglio. In pratica si è fatto una sorta di pagella con tanto di voti e di spiegazioni per correggere tali errori.
Si tratta di 49 pagine pagine che contengono spiegazioni, immagini grafici ed esempi concreti, e proprio questo mi ha un po’ sorpreso poichè finalmente si lascia un po’ perdere la teoria trita e ritrita oramai scolpita nelle tavole di marmo dei SEO, e mostra qualcosa di piu’ tangibile e pragmatico. Non facciamoci illusioni pero’, è solo un (probabile) punto di svolta di una tendenza che ormai non soddisfa piu’ nessuno.
Gli spunti di riflessione sono diversi, infatti per chi ancora ne avesse bisogno trova conferma il fatto che il meta tag Keywords non ha alcuna rilevanza nel ranking in serp, quindi evitate inutili sbattimenti o addirittura di incorrere in spam, omettetelo e basta. A questo si aggiunge una importante smentita, da me illustrata gia’ in passato nel mio test sul meta tag Description, da molti criticato ma che trova conferma in questo documento di Google, poichè egli stesso afferma che tale meta tag non ha influenza in ambito SEO, tutt’al piu’ puoi dare un flebile vantaggio per keywords poco competitive rispetto a quelle pagine che non hanno nessuna descrizione, ma si parla proprio di “spiccioli”.
Altri argomenti trattati sono le url canoniche che servono ad evitare i doppioni, purtroppo ancora molto diffusi in quanto derivano da errori frequenti di distrazione, e altro argomento molto importante e spesso largamente messo in secondo piano, sono i link interni sopratutto a vantaggio degli utenti. In particolar modo punta il dito sui collegamenti “rotti” o su quelli che hanno anchor-txt molto generici come “leggi qui” – “clicca qui” – “continua a leggere” che spesso servono a ben poco in quanto scarsamente informativi per chi legge.
Insomma una lettura tutto sommato interessante e degna di nota, sicuramente consigliata, che per chi mastica SEO va’ via in una decina di minuti piu’ o meno.
