Arbitrage: è legale o no? Facciamo chiarezza con l’aiuto di Google

Scritto il 8 giu 2009 in Ottimizzare AdSense3 commenti letto 902 volte.

Chiunque abbia scelto di monetizzare il traffico del proprio sito tramite annunci pubblicitari ne avrà sicuramente sentito parlare, anche chi non è un vero esperto in materia avrà letto sicuramente in qualche forum o blog della tecnica dell’ Arbitrage in riferimento a Google AdSense.
Purtroppo però la situazione non è molto chiara, in quanto si tratta di un campo molto delicato, dove una piccola mossa sbagliata può costare il ban permanente del proprio account.

Ma cos’è l’Arbitrage?

Sappiamo tutti quanto sia importante il traffico di utenti (inteso come quantità e qualità) per poter riuscire ad ottenere rendite importanti e di un certo livello. E’ un elemento fondamentale, che prescinde da qualsiasi ottimizzazione si possa realizzare nel proprio account o sui banner stessi.

Nella maggior parte dei casi si cerca di aumentare le visite tramite tecniche SEO, che aumentano la visibilità del proprio portale sui motori di ricerca, i quali rappresentano la principale (e migliore) sorgente di traffico. Purtroppo però i settori più redditizi e trafficati sono anche quelli dove è più difficile riuscire a posizionarsi bene, vista la competitività elevata che si và ad incontrare.

Oltre a questo può anche capitare che una volta realizzata e portata a termine con successo la strategia di posizionamento, si subiscano delle penalizzazioni più o meno pesanti, dalle quali non è mai facile uscire, poichè la causa non viene mai comunicata da Google ai singoli webmaster.

Ebbene per ovviare a tutte queste problematiche esiste proprio l’arbitrage, che consiste nel comprare traffico tramite AdWords e monetizzarlo successivamente sul proprio sito tramite AdSense, con l’obbiettivo che i click in entrata costino meno di quelli in uscita, per trarre profitto dalla differenza dei due.

Ovviamente questa è una tecnica beno nota da sempre in ambito economico-commerciale, ma su internet ha preso una larga diffusione soprattuto grazie alla ben nota piattaforma di guadagno per webmaster appunto di Google.

Ma è legale o rischio un ban permanente del mio account di AdSense?

Le voci che si sentono o si llegono in giro sono molte, ed il più delle volte contrastano frà di loro. Questo accade per due semplici motivi:

  • Spesso chi si pronuncia parla per sentito dire
  • Se non è fatto nella maniera giusta effettivamente il publisher rischia grosso

Iniziamo col chiarire subito un concetto importante: l’arbitraggio in sè non è assolutamente una pratica illegale, nessuno vieta ad un webmaster di comprare traffico per poi trarne un profitto, ciò che semmai và contro le regole di Google sono i siti (o le pagine) inserite in questo sistema, ossia quelle che riceveranno gli utenti.

Come al solito in passato si è molto abusato di questa tecnica, poichè risulta semplice ed immediata, in quanto bastano cinque minuti per avviare una campagna promozionale su AdWords. Purtroppo però i siti ai quali puntavano tali annunci erano i classici MFA (Made For Adsense – Creati per Adsense). Questi portali sono creati col solo scopo di mostrare i banner pubblicitari, senza avere nessuna reale utilità per gli utenti in quanto non presentano contenuti, oppure questi sono di scarsa fattura in quanto copiati oppure ridotti all’osso.

Molti hanno marciato con questo sistema fino a quando non si sono visti bannare improvvisamente l’account, ed hanno diffuso la paura di questa tecnica, che invece può rivelarsi un ottimo trampolino di lancio per chi inizia, o una ulteriore fonte di guadagno per chi già opera da tempo. Se vuoi vedere come sono questi (pessimi) siti puoi dare una occhiata a questo portale: Ads Black List, il quale raccoglie un elenco continuamente aggiornato dei portali e delle pagine MFA.

Si capisce subito che la differenza la fà la pagina (o il sito) che viene inserito nella campagna di AdWords, il quale deve essere utile per i visitatori e presentare dei contenuti di qualità, quindi anche inserire dei testi fittizi (ad esempio scopiazzati da altri siti) garantirà un bel ban.

E’ anche vero che oltre ad avere tali caratteristiche di qualità è necessario che vengano rispettate le regole di AdSense, altrimenti oltre al blocco dell’account per quest’ultimo, si otterrà un punteggio molto basso in AdWords, il che aumenterà il CPC (costo per click) e diminuirà le probabilità di apparire frà gli annunci sponsorizzati.

Non credi a me? Allora guarda cosa dice Google in proposito

Vista la delicatezza di tale argomento molti avranno comunque paura di correre dei rischi, anche perchè non è molto chiaro cosa sia un sito di qualità e quali caratteristiche deve avere. Un indizio è sicuramente il posizionamento, se ci si trova mal posizionati per molte keyword allora è meglio lasciar stare e dedicarsi a migliorare il proprio portale, ma se parliamo di un sito nuovo questo discorso non è del tutto vero.

Allora si possono osservare gli esempi che Google stesso fornisce su arbitraggi legali, eccotene due, studiali bene ed impara come costruire buoni siti: Caso studio di corsincitta.itCaso studio di Greenwich2000 Ltd. Come puoi leggere essi stessi dichiarano di aver ottenuto buoni guadagni con AdSense e di averli reinvestiti in AdWords per aumentare e rafforzare il loro traffico in entrata.

Ma non finisce certo qui. Prova a fare una ricerca su google.it con la parola “prezzi portatili“. Probabilmente trà i link sponsorizzati situati sulla colonna di destra vedrai quelli riportati nella figura seguente:

link-sponsor-colonna-destra

Prendiamo in esame l’ultimo link ossia quello di colore viola, che riporta l’url Seshamo.com e vediamo nella figura seguente che pagina ci ritroviamo davanti:

arbitrage-seshamo-res

Come ho evidenziato tramite i riquadri arancioni in questa pagina, che ricordo essere quella a cui punta l’annuncio sponsorizzato in AdWords, presenta tranquillamente ben due insiemi di annunci. Ma oltre a ciò appare subito evidente che si tratta anche di un account premium, in quanto il layout dei banner non è quello tradizionale, quindi Google stesso considera questo utente un ottimo publisher.

Come vedi ho dimostrato che l’Arbitrage non è una pratica illegale che automaticamente sfocia in un ban del proprio account AdSense, a patto che il proprio sito presenti dei contenuti assolutamente di qualità oltre alla pubblicità.
L’unico dubbio rimane su cosa sia inteso esattamente da Google per sito di qualità, sicuramente un buon indizio sono testi originali che diano informazioni reali agli utenti, risultando quindi utili per questi ultimi e che abbiano una lunghezza di almeno circa 400-500 parole.

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3 comments

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  1. Vedo solo oggi quest’articolo ed è davvero interessante.
    Concordo con psyco che non è illegale, ma è solo un modo dei tanti modi possibili per ricavare guadagno dal proprio sito o blog.
    Sempre che però il sito sia di qualità!

  2. Ciao,
    beh la qualità di un sito è il fattore indispensabile e basilare per qualunque ci si proponga. E’ inutile conoscere senza avere una buona sostanza di contenuti.

  3. interessante, ma non lo trovo affatto facile, anzi forse rischioso!

    mi spiego:

    se io ricevo mediamente 6-8cent per click su adsense, quanto devo investire per click su adwords? investire pochi centesimi mi porterà ad avere pochissimi click sull’annuncio (quindi visite, quindi impressioni adsense) figuriamoci tradotto in click…

    se anche potessi investire 4 cent/click su adwords, su pagine normali ho un ctr di 1-3%, quando va bene arrivo al 6-7%, per cui nel migliore dei casi con 100 visite (4×100=400 quindi 4 euro spesi su adwords) riceverei 6 click (6×6=36) quindi appena 36 centesimi di guadagno…

    alla fine sono in perdita di 3.64 euro… ho ricevuto 100 visite in + ma alla fine le ho pagate 3.64 euro…

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